Educazione all’affettività e sessualità.

Ciao a tutti,

a breve svolgerò un progetto di prevenzione sull’affettività e sessualità presso uno degli Istituti scolastici con cui collaboro e così sto consultando nuovi libri per prepararmi al confronto con i ragazzi. Alcuni genitori mi hanno chiesto di indicare qualche testo che li aiuti ad affrontare questo argomento con i loro figli perchè anche l’educazione sessuale è un aspetto della salute con cui ogni famiglia prima o poi entra in contatto ed è fondamentale essere preparati a dare informazioni e risposte adeguate.Per questo motivo oggi propongo questo testo di facile fruizione per tutti, che tocca un pò tutti gli aspetti dell’affettività e della sessualità, anche quelli più spinosi e che da semplici e chiare indicazioni su quali informazioni e quale linguaggio usare con bambini e ragazzi. Buona lettura a voi e restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela

dav

LIBRI PASSIONE O TORTURA?

Ecco la mia prossima lettura, è arrivata ieri e non vedo l’ora di cominciarla!

E’ incredibile, sono 40 anni che leggo e studio eppure ogni volta che acquisto un nuovo libro è un’emozione pari a quella del primo giorno di scuola. Adoro la copertina e le pagine ancora immacolate, il profumo della carta stampata quando sfogli le pagine per la prima volta e la curiosità di sapere cosa ci sarà scritto tra quelle pagine. La lettura è una passione per me, se così non fosse, non sarei riuscita a completare gli studi, né potrei fare il mio lavoro che richiede un continuo aggiornamento.

Nei prossimi giorni magari vi parlerò del contenuto di questo libro in una mia personale recensione ma nel frattempo, pensando a quanto mi piace leggere, mi è tornata in mente una domanda che spesso mi viene posta dai genitori: “Come faccio a convincere mio figlio ad aprire un libro? Non lo fa mai, neanche per scuola, non gli piace e non gli interessa!”

Secondo il mio personale parere, non si può convincere qualcuno ad appassionarsi alla lettura perché potrebbe diventare una forma di costrizione e si finisce con odiare ciò che si è costretti a fare. Chi non ricorda quanto venivano detestati i libri che si dovevano per forza leggere a scuola come l’Iliade e l’Odissea, I promessi Sposi e la Divina Commedia? Eppure sono testi meravigliosi, opere d’arte che però cominci a capire ed apprezzare solo da adulto.

Io credo che la passione per la lettura nasca dall’incontro!

Da incontri fortunati con persone appassionate che ti fanno scoprire questo mondo senza importelo. Quando penso ai miei libri preferiti che ho letto nel corso della mia vita, sono tutti associati a qualcuno che me li ha fatti scoprire e amare. Ricordo per esempio la mia maestra delle elementari che ci leggeva Pinocchio ed io con la mente immaginavo i personaggi e quel mondo fantastico. Ricordo quando ho ricevuto in regalo per Natale da una persona cara un libro di racconti di Natale. Ricordo il gruppo di teatro al liceo che mia ha fatto apprezzare autori come Shakespeare e Pirandello.

Non sempre gli incontri sono fortunati perché si può incappare in libri che non ti piacciono, a me è successo qualche volta, ma in questo modo si impara a sviluppare il proprio gusto personale ed è comunque sempre utile allargare i propri orizzonti.

Insomma per appassionarsi alla lettura credo sia importante avere intorno sin dai primi giorni di vita persone che abbiano quella passione, quella curiosità, quella voglia di conoscere che ti spinge a prendere in mano un libro. E’ altrettanto importante che siano solo un esempio, un modello di comportamento da seguire, evitando qualsiasi forma di imposizione o costrizione con chi non ha ancora maturato un interesse per la lettura.

Con me questo sistema ha funzionato, spero succeda lo stesso anche a voi. Fatemi sapere in caso. Per oggi mi fermo qui ma vi raccomando….restate connessi!!!

Dr.ssa Pinton Michela

ANSIA E PANICO ANCHE TRA I “GIOVANI FAMOSI”?

“E di notte mi prende
E mi sale e mi scende
Stringe la gola come un serpente
Però fatto di niente
Quando il sole si spegne
Il buio che splende
Come ci si sente?
Cosa vuole sapere una diciottenne….”

STRESS, ANSIA, PANICO sono parole di uso comune di questi tempi ma se se ne parla tanto è perché sempre più persone purtroppo soffrono di disturbi d’ansia.

Cosa significa però se ne parla una cantante Trap di 17 anni?

Ieri sera mi sono imbattuta casualmente in una trasmissione tv dal titolo “Giovani e famosi” e ho sentito queste parole, che erano il testo di una canzone di una giovane ragazza che scrive e canta canzoni Trap, tanto in voga in questi anni. Incuriosita ho ascoltato la sua intervista in cui raccontava che la sua canzone “Ansia2000” è la più conosciuta e apprezzata tra i suoi coetanei, è la canzone che l’ha resa nota al grande pubblico. L’intervistatore le ha quindi chiesto perché una giovane ragazza scrivesse una canzone su un tema come l’ansia. La risposta è stata semplice: “Nelle mie canzoni parlo di ciò che conosco, delle mie esperienze personali. Io soffro di attacchi di panico, soprattutto da quando sono diventata improvvisamente famosa”.

Durante l’intervista era presente anche un’amica e coetanea della cantante e l’intervistatore si è rivolto anche a lei, chiedendo come mai tra i ragazzi proprio quella canzone avesse così tanto successo. Anche in questo caso la risposta è stata semplice e lampante: “Perché parla di noi, di quello che ci succede. Siamo in tanti a soffrire di ansia e quindi ci immedesimiamo in quello che dice”.

Eh già, è chiaro, si sa da sempre che le canzoni di maggior successo sono quelle in cui le persone riescono ad identificarsi, quelle in cui si pensa “ma sta parlando proprio di me, della mia vita”.

Ma allora, se migliaia e migliaia di adolescenti e giovani si immedesimano in questa canzone che cosa significa?

Purtroppo significa che stress, ansia e panico sono molto diffusi anche in età evolutiva e conferma di quanto scrivo riporto alcuni dati di ricerca. Da alcuni studi emerge come i disturbi d’ ansia possano rappresentare la patologia psichiatrica più comune in età evolutiva (MeriKangas et al., 2010; Kessler et al. 2012). MeriKangas et al. (2010) stimano che addirittura un terzo degli adolescenti a 18 anni possa ricevere una diagnosi per un disturbo d’ ansia. Kessler et al. (2012) individuano un tasso di prevalenza dei disturbi d’ ansia nell’infanzia e nell’adolescenza che risulta variabile tra il 12% e il 20-25% a seconda delle ricerche ma si tratta comunque di incidenze elevate.

Che fare allora se così tanti bambini e ragazzi soffrono di queste patologie?

Come sempre è importante tenere gli occhi aperti, osservare se vi sono i segni caratteristici dell’ansia come iperventilazione o agitazione motoria, per fare degli esempi. E’ come sempre fondamentale tenere un dialogo aperto con i ragazzi in modo che possano parlare delle loro paure. Se poi si notassero episodi d’ansia troppo frequenti, troppo duraturi o troppo intensi allora è opportuno rivolgersi ad un professionista. Vi ricordo che un intervento precoce può evitare una prognosi severa e ridurre la possibilità di dover assumere degli psicofarmaci. Oggigiorno esistono protocolli d’intervento brevi ed efficaci soprattutto nell’ambito della psicoterapia cognitivo comportamentale e se qualcuno avesse bisogno posso dare informazioni più dettagliate in proposito.

Per il momento mi fermo qui e vi saluto ma vi invito tra qualche giorno a leggere il mio prossimo articolo. Restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela

QUALI SONO I SEGNALI PREDITTORI DEL DISTURBO OSSSESSIVO COMPULSIVO IN ETA’ EVOLUTIVA?

Lunedì ho partecipato ad un webinar del dott. Melli sul disturbo ossessivo compulsivo in età evolutiva e come mia abitudine ormai, mi piace condividere contenuti e mie riflessioni su quanto ascoltato. Tra i tanti temi trattati, credo ce ne sia uno che potrebbe essere utile al pubblico: “Quali sono i segnali predittori del doc nei bambini e ragazzi?”

Parto da una considerazione. Nella mia esperienza clinica quasi tutti i pazienti con disturbo ossessivo compulsivo mi hanno raccontato di aver avuto delle ossessioni (pensieri, impulsi, immagini mentali intrusivi, persistenti, che sono vissuti con disagio emotivo) e delle compulsioni (comportamenti finalizzati ad evitare che si verifichi il contenuto delle ossessioni e a placare l’ansia) sin dall’infanzia. Eppure la maggior parte dei pazienti arriva i terapia in età adulta, così come possono confermare molti miei colleghi e come ha affermato lo stesso dott. Melli.

Come mai succede questo?

Sostanzialmente per tre motivi: 1) il doc ha un percorso di ingravescenza molto lento, che può durare anni, magari a salti, a periodi, per cui per molto tempo può non essere notato o può essere sottovalutato;

2) ossessioni e compulsioni in una certa misura fanno parte del normale sviluppo dei bambini soprattutto tra gli 8 e i 12 anni. Per esempio molti bambini hanno dei rituali prima di andare a letto o dei pensieri magici;

3) bambini e ragazzi difficilmente parlano apertamente delle loro preoccupazioni o ansie.

A causa di questi ostacoli può capitare che gli adulti di riferimento, genitori, insegnanti o altri non si rendano conto della presenza di un disturbo.

Come fare allora a riconoscere i segni predittori del doc e come distinguerli dai fenomeni transitori di una normale crescita?

L’importante è fare attenzione a due aspetti: per prima cosa è importante osservare se i comportamenti rituali messi in atto sono così rigidi, persistenti e immodificabili che se il bambino/ragazzo provasse a interromperli proverebbe un forte disagio emotivo e poi notare se si presentano preoccupazioni di vario genere, con maggiore frequenza e senza apparente motivazione.

Se noi adulti riuscissimo a tenere un occhio aperto su questi segnali forse riusciremmo a prevenire o almeno ad intervenire con molto anticipo sullo sviluppo della patologia. Un intervento precoce può modificare positivamente il decorso di una malattia mentale e magari può limitarne i danni, visto che il doc è uno dei disturbi mentali che maggiormente invalida la vita delle persone.

Spero che queste poche indicazioni possano essere utili a chi avrà la bontà di leggere questo mio post. Se poi aveste ulteriori dubbi non esitate a rivolgervi ad un professionista. Per quel che posso sarò sempre disponibile a rispondere alle vostre domande. A presto con un altro articolo e……………….restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela

matite colorate allineate

RIFLESSIONI DOPO 4 SETTIMANE DI CENTRI ESTIVI NELL’EPOCA DEL COVID-19: LE CAPACITA’ MOTORIE DEI BAMBINI

Ciao a tutti,

lo so, mi sono fatta un po’ attendere per questo post ma a volte il tempo mi sfugge!

Non mi dilungo quindi e vi parlo subito di qualche altra osservazione che ho potuto fare in queste settimane di centri estivi. Ringrazio i miei colleghi, insegnanti di educazione fisica e tecnici sportivi, che hanno condiviso con me queste riflessioni.

Oggi parliamo delle capacità motorie dei bambini in questo periodo post emergenza covid-19.

Definiamo innanzitutto cosa si intende per capacità motorie: l’insieme delle caratteristiche fisiche o sportive che un individuo possiede e che permette l’apprendimento e l’esecuzione delle varie azioni motorie. Si distinguono in capacità condizionali (forza, velocità, resistenza e flessibilità articolare), che sono legate alla condizione fisica e quindi agli aspetti energetici del movimento e capacità coordinative, connesse alla capacità del sistema nervoso centrale di avviare e controllare il movimento.

Date le dovute spiegazioni la mia osservazione, condivisa con altri, mi porta ad dire che trovo molti bambini regrediti sul piano motorio.

Prendo ad esempio alcune specifiche capacità: per quanto riguarda la forza e la resistenza in molti casi i bambini appaiono sottotono. Si stancano presto e facilmente o in alcuni casi, pur avendo la possibilità di correre, saltare, giocare sembrano poco capaci di farlo in autonomia. Serve un adulto che proponga loro cosa fare, che spieghi come farlo e che li sproni a provarci. Ipotizzo che tutto ciò sia dovuto al lungo periodo che hanno trascorso in casa, dove molto probabilmente non hanno avuto la possibilità di muoversi più di tanto. Forse si sono un po’ troppo abituati ad uno stile di vita più sedentario. Per fortuna, posso affermare che col passare dei giorni sto vedendo gradualmente sparire questa tendenza. I bambini pian piano stanno riacquistando energia, vigore, forza e voglia di giocare.

Per quanto riguarda le capacità coordinative, anche in questo caso ho osservato una generale regressione. I bambini sembrano fare fatica a gestire lo spazio, le distanze, a coordinare occhio mano o occhio piede correttamente. Purtroppo per recuperare e migliorare queste capacità ci vuole un po’ più di tempo ma confido che nell’arco dell’estate possano colmare il divario.

Tutto sta nelle mani di noi adulti secondo me, nel cercare di offrire ai bambini quante più possibilità e tempo per giocare e praticare sport all’aria aperta in questi mesi. Ve lo consiglio con tutto il cuore di approfittare il più possibile di questo periodo di vacanza, visto che non sappiamo se e come sarà possibile praticare sport o muoversi in autunno. Ricordiamoci che l’emergenza covid-19 non è ancora finita e non sappiamo come volgeranno le cose nei prossimi mesi, quindi “carpe diem” e………………RESTATE CONNESSI!

RIFLESSIONI DOPO LA SECONDA SETTIMANA DI CENTRI ESTIVI NELL’EPOCA DEL COVID-19: LE EMOZIONI DEI BAMBINI

Nell’arco di una settimana di centri estivi cerco sempre di parlare con i bambini che lo frequentano, di conoscerli. Si parla quindi di un po’ di tutto, della loro famiglia, degli amici, della scuola, delle loro attività extra, sport o altro e delle prossime vacanze. Tra i vari argomenti ovviamente raccontano anche come hanno passato i mesi di isolamento sociale forzato dovuto all’emergenza da corona virus.

A tal proposito vorrei riportare alcune loro frasi.

Io: “Come è andato quest’anno?”

Bambino: “Non tanto bene”. (Con un’espressione un po’ triste)

Io: “Come mai?”

Bambino: “Sono stato sempre da solo a casa”.

Bambina: “Maestra lo sai che il nonno di una mia amica è morto ucciso dal corona virus?”

Bambino: “Non vedo l’ora che sia l’anno prossimo così possiamo giocare normali senza le mascherine e possiamo fare le partite”.

Ho scelto questi esempi perché nel mio precedente post vi ho parlato della grande capacità di adattamento dei bambini, ma ciò non significa che certe esperienze non lascino un qualche segno anche in loro.

Queste frasi mi fanno capire alcune cose. Prima di tutto che hanno capito benissimo cosa è successo e quanto sia stato grave. Seconda cosa che si rendono perfettamente conto che non siamo ancora tornati alla normalità, che ci sono ancora delle limitazioni e che non sappiamo se e quando tutto tornerà come prima. Terzo che il pensiero della morte li ha toccati da vicino e ancora ci pensano e questo è un fatto significativo per dei bambini.

A questo punto vorrei fare una riflessione. Non sempre i bambini sono in grado di esplicitare le loro emozioni rispetto a questi fatti che pure li hanno toccati, ma sarebbe utile per loro che ci riuscissero in modo da poter elaborare quanto accaduto. Infatti se non riescono ad esprimere il proprio vissuto interiore spesso possono manifestare invece sintomi diversi. Vi faccio alcuni esempi che ahimè ho potuto osservare: improvvisi e inspiegabili mal di pancia, pianti inconsolabili al distacco dai genitori, bambini che si isolano anche in un contesto di gruppo per giocare da soli o al massimo con l’adulto di riferimento….

Visti questi esempi il mio invito è questo: cerchiamo noi adulti di fare molta attenzione a certe frasi dei bambini, ascoltiamoli con attenzione in modo da cogliere l’occasione per parlare con loro di questi argomenti per aiutarli ad esprimere come si sentono in proposito. Aiutiamoli a parlare di emozioni come la paura o la tristezza o di qualsiasi altra emozione spiacevole si possa aver provato in questi durissimi mesi. Cerchiamo di sostenerli nella verbalizzazione delle loro emozioni. Accogliamo i loro vissuti ma allo stesso tempo aiutiamoli a superarli e chissà che davvero, come chiedeva quel bambino, presto possano tornare “a giocare normali”!

Per oggi vi saluto e come sempre vi raccomando….RESTATE CONNESSI!

Dr.ssa Pinton Michela

COME PRENDERSI CURA DELLA MENTE DI BAMBINI E RAGAZZI? Part. 6

Ciao a tutti,

oggi vi propongo l’ultimo video dedicato all’età evolutiva in questa fase 2 dell’emergenza da COVID-19. Vorrei condividere con tutti coloro che si occupano di bambini e ragazzi, in particolar modo con i genitori, strumenti e riflessioni per ripartire con il piede giusto. Spero in questo modo di dare un mio piccolo contributo fino a che non potremmo tutti tornare ad uno stile di vita più vicino a quello pre corona virus. Grazie per l’attenzione e ……..RESTATE CONNESSI!

COME PRENDERSI CURA DELLA MENTE DI BAMBINI E RAGAZZI? Part. 5

Ciao a tutti,

ecco un altro video dedicato all’età evolutiva. Vorrei condividere con tutti coloro che si occupano di bambini e ragazzi, in particolar modo con i genitori, strumenti e riflessioni per ripartire con il piede giusto in questa fase 2 dell’emergenza da COVID-19. Spero in questo modo di dare un mio piccolo contributo fino a che non potremmo tutti tornare ad uno stile di vita più vicino a quello pre corona virus. Grazie per l’attenzione e ……..RESTATE CONNESSI!

COME PRENDERSI CURA DELLA MENTE DI BAMBINI E RAGAZZI? Part. 4

Ciao a tutti,

pubblico un altro video dedicato all’età evolutiva. Vorrei condividere con tutti coloro che si occupano di bambini e ragazzi, in particolar modo con i genitori, strumenti e riflessioni per ripartire con il piede giusto in questa fase 2 dell’emergenza da COVID-19. Spero in questo modo di dare un mio piccolo contributo fino a che non potremmo tutti tornare ad uno stile di vita più vicino a quello pre corona virus. Grazie per l’attenzione e ……..RESTATE CONNESSI!