LA RABBIA: UN’EMOZIONE SOCIALMENTE NEGATA! …….Ma è giusto così?

Ciao a tutti, eccomi di nuovo qui a proporvi articoli su argomenti che spero possano essere di interesse comune. L’argomento di oggi è la rabbia, un’emozione che proviamo a tutti ma che spesso viene soffocata o contrastata. Cerchiamo di capire perché e come può essere gestita.

Partiamo da una premessa. La rabbia è un’emozione e l’emozione è un’esperienza ed un processo complesso che coinvolge l’intero nostro organismo, è uno stato affettivo di solito intenso e di breve durata nel tempo. È costituita da un’espressione facciale, un’attivazione fisiologica che può dare delle sensazioni corporee, un impulso all’azione e una valutazione cognitiva ma l’aspetto più importante su cui mi voglio soffermare è la funzione della rabbia.

Perché ci arrabbiamo? A cosa serve la rabbia?

Partiamo da un’analisi di cosa succede quando ci arrabbiamo. Di solito tutto parte da una rapida valutazione su ciò che sta accadendo. L’idea di partenza è che ci sia una discrepanza tra ciò che accade e ciò che la persona si aspettava o riteneva dovesse accadere. Questa discrepanza è percepita con un senso di ingiustizia e crea un senso di malessere. La persona quindi si attiva e mette in atto una risposta tipica che è quella di attacco, se ritiene di poter rimettere le cose apposto, o di fuga, se crede di essere inerme di fronte allo stato delle cose.

Avete capito allora a cosa serve la rabbia?

Ha la funzione di attivarci e spingerci ad agire per difendere il nostro territorio psicologico ovvero i nostri, bisogni, desideri, idee, scopi, affetti e così via. È una funzione fondamentale che in tempi antichi è stata utile per la sopravvivenza della nostra specie.

Se la rabbia è un’emozione fondamentale e utile allora perché a livello sociale spesso è poco accettata e tollerata? Perché spesso le persone fanno di tutto per inibirla, bloccarla o nasconderla?

Un motivo potrebbe essere il tono edonico spiacevole. Chi si arrabbia prova malessere e disagio e quindi potrebbe voler evitare di sentirsi così. Ma anche l’ansia ha lo stesso tono edonico spiacevole eppure non ha subito lo stesso stigma sociale. Questo accade perché una persona che prova ansia non mette sulla difensiva chi gli sta intorno mentre una persona che si arrabbia sì e viene spesso connotata moralmente in modo negativo con aggettivi come “cattiva” o “violenta”.

Ciò accade perché i concetti di rabbia e aggressività sono spesso sovrapposti nel sentire comune e porta a credere che la rabbia sia sbagliata, qualcosa da censurare o di cui bloccarne l’espressione. Ma questo è un grave errore perché rabbia e aggressività sono due entità molto diverse. La rabbia è un’emozione ovvero qualcosa che si prova internamente mentre l’aggressività è un insieme di comportamenti e agiti attraverso i quali una persona produce dei danni ad altri o alle cose. Basti pensare che se quando si aggredisce è perché si è arrabbiati, non è detto che se si è arrabbiati si aggredisca. Insomma da una parte c’è l’emozione rabbia, che di per sé non fa niente di male se non creare disagio e malessere a chi la prova, e dall’altra c’è il comportamento, che nel caso dell’aggressività può essere pericoloso e dannoso. Questi due concetti non dovrebbero essere confusi l’uno con l’altro.

Per concludere, non c’è nulla di male a provare rabbia e ad esprimerla. È un’emozione normale, funzionale e che proviamo tutti con frequenza. Poco corretto può essere il modo con cui esprimiamo la nostra rabbia soprattutto se creiamo danni a noi stessi o agli altri ma di questo parleremo in un altro articolo. Per oggi mi fermo qui e come sempre vi raccomando…..restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela

AGGIORNAMENTO BONUS PSICOLOGO

Ciao a tutti,

dopo la pausa estiva riprendono i post e gli articoli sul nostro sito e oggi riprendiamo da dove ci eravamo lasciati ovvero gli aggiornamenti sul bonus psicologo.

Siccome di recente sono arrivate diverse richieste di informazioni in proposito, vediamo insieme gli aspetti più importanti da conoscere così come riportato sul sito dell’INPS, sito deputato alll’erogazione del bonus per coloro che ne faranno richiesta.

Vi ricordiamo che diversi terapeuti del Centro di Psicoterapia Scaligero hanno aderito al bonus psicologo e quindi potranno accogliere le richieste di chi volesse intraprendere un percorso con questo contributo.

Vi invitimo a leggere tutto per capire se avete diritto o meno di richiedere il bonus e, in caso affermativo, dove e come potete presentare la domanda.

CHE COSA E’ IL BONUS PSICOLOGO

Il “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” (c.d. Bonus psicologo) è una misura volta a sostenere le persone in condizione di ansia, stress, depressione e fragilità psicologica, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.

A CHI E’ RIVOLTO

La domanda può essere presentata dai cittadini richiedenti che al momento della presentazione risultino in possesso dei seguenti requisiti:

• essere residente in Italia;

• disporre di un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente ( ISEE ), in corso di validità non superiore a 50mila euro.

QUANDO FARE DOMANDA

La domanda per il “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” deve essere presentata all’INPS dal 25 luglio al 24 ottobre 2022 esclusivamente in via telematica.

Al termine del periodo stabilito per la presentazione delle domande, verranno redatte le graduatorie regionali finali per l’assegnazione del beneficio nei limiti di budget. Le rispettive graduatorie regionali terranno conto del valore ISEE e, a parità di valore ISEE, dell’ordine di presentazione. L’INPS provvederà all’erogazione del beneficio nel limite di budget e, al raggiungimento di detto limite, non potranno essere finanziate ulteriori domande, fatta salva l’eventuale riassegnazione di risorse non utilizzate o un eventuale successivo incremento del budget con risorse aggiuntive statali o regionali da trasferire all’Istituto.

* Resta relativamente poco tempo per presentare la domanda e vi avvisiamo che sono arrivate migliaia di richieste, oltre le possibilità di erogazione quindi molto dipenderà dal vostro isee.

COME FARE DOMANDA

La procedura per la presentazione della domanda per il “Contributo per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia” è disponibile accedendo al servizio “Contributo sessioni psicoterapia” raggiungibile a partire dalla home page del sito web dell’Istituto www.inps.it.

Per accedere alla procedura è necessario disporre delle credenziali SPID almeno di II livello, CIE o CNS.

COME VIENE PAGATA

Il beneficio è riconosciuto una sola volta in favore del cittadino richiedente. In caso di accoglimento della domanda, il contributo è riconosciuto, per un importo fino a 50 euro per ogni seduta di psicoterapia, ed è erogato fino a concorrenza della somma massima assegnata, parametrata ai valori ISEE così come di seguito riportato:

a. in caso di ISEE inferiore a 15mila euro l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 600 euro per ogni beneficiario;

b. in presenza di ISEE compreso tra i 15mila e i 30mila euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo stabilito in 400 euro per ogni beneficiario;

c. in caso di ISEE superiore a 30mila e non superiore a 50mila euro, l’importo del beneficio, fino a 50 euro per ogni seduta, è erogato a concorrenza dell’importo massimo di 200 euro per ogni beneficiario.

* Vi informiamo che sebbene l’importo erogato corrisponda a 50 euro a seduta non significa che ciò corrisponda al tariffario dello psicoterapeuta. E’ inoltre importante specificare che l’importo totale erogato, anche se massimo, non è sufficiente a coprire un’intero percorso terapeutico ma solo un certo numero di sedute. Il bonus psicologo infatti è stato pensato come un aiuto per iniziare un percorso di psicoterapia.

In caso di accoglimento della domanda, verrà resa disponibile l’indicazione dell’importo del beneficio e del codice univoco associato, da consegnare al professionista presso cui si tiene la sessione di psicoterapia. L’importo riconosciuto per il “Contributo sessioni di psicoterapia” deve essere utilizzato entro 180 giorni dall’accoglimento della domanda, decorso detto termine il codice univoco sarà annullato.

Speriamo che queste indicazioni siano chiare ed esaustive e che raggiungano tutti coloro che vorranno fare richiesta. Il nostro centro continuerà a tenervi aggiornati in proposito e se necessario si renderà disponibile per ulteriori chiarimenti o richieste.

Ci ritroviamo qui la prossima settimana con un nuovo argomento. Restate connessi!

AGGIORNAMENTO BONUS PSICOLOGO

L’altro ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Attuativo per il Bonus Psicologo. Leggi il decreto.https://bit.ly/3I0TPq4

Secondo il decreto sarà compito dell’INPS introdurre la piattaforma per raccogliere le domande dei cittadini e informarli sulla procedura per ottenere il Bonus. Si prevede che il tutto sarà predisposto orientativamente per Settembre.

La graduatoria seguirà il criterio di ISEE del cittadino, e sarà presentabile solo da soggetti con un ISEE fino a 50.000 euro, e fino ad esaurimento dei fondi.

Come fatto finora, il Centro di Psicoterapia Scaligero si incaricherà di aggiornare gli utenti per tempo rispetto alla possibilità di richiedere e ottenere il Bonus.

Nel frattempo auguriamo a tutti buone vacanze!!!

LETTURA CONSIGLIATA: LA TRAPPOLA DELLA FELICITA’.

Ciao a tutti, come anticipato nei miei post precedenti sono reduce da una formazione sull’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), una delle terapie di terza generazione. L’ho trovata molto interessante e sicuramente molto utile. Continuerò a studiarla e presto comincerò ad applicarla nella mia pratica clinica.

Per introdurre anche a voi lettori questo approccio terapeutico, vorrei consigliare quest’opera divulgativa che è rivolta sia a chi sta facendo un percorso terapeutico, sia a chi semplicemente desidera migliorare il proprio stato interiore. Il libro s’intitola “La trappola della felicità” e l’autore è Russ Harris, uno dei fondatori dell’ACT.

La ricerca della felicità è uno scopo che accomuna tutti gli esseri umani. Steven C. Hayes, psicologo, ha individuato i miti principali sulla felicità (2008). Che cosa è un mito? Dalla definizione del dizionario Treccani: una narrazione di particolari gesta compiute da dei, semidei, eroi e mostri. Il mito può offrire una spiegazione di fenomeni naturali, legittimare pratiche rituali o istituzioni sociali e, più genericamente, rispondere alle grandi domande che gli uomini si pongono. Caratteristica essenziale del mito è che esso si sia diffuso oralmente prima di essere scritto, e che si perpetui nella tradizione di un popolo.

Le principali affermazioni sulla felicità che si sono tramandate per secoli e generazioni sono le seguenti:

  1. La felicità è una condizione naturale di tutti gli esseri umani;
  2. Se non sei felice hai qualcosa che non va;
  3. Per avere una vita migliore dobbiamo sbarazzarci dei sentimenti negativi;
  4. Dovresti essere capace ciò che pensi e ciò che provi.

A questo punto provo a porvi qualche domanda su cui riflettere: “Chi non ha mai pensato qualcuno di questi miti?” Ammettiamolo, chi più e chi meno ci abbiamo creduto tutti e probabilmente ci crediamo ancora.

Ma se abbiamo fondato il nostro modo di vivere su questi miti e invece alla fine risultassero falsi e fuorvianti?

Che succederebbe se ci accorgessimo che tutti i nostri sforzi per raggiungere la felicità ci portassero invece sofferenza?

E se invece di cercare la felicità intesa come “sentirsi bene”, cercassimo di costruirci una vita piena e degna di essere vissuta?

Questo libro ha proprio l’obiettivo di osservare questo argomento da un altro punto di vista e di invitare i lettori a sperimentare modi diversi di approcciare ai nostri stati mentali. Se leggerete questo libro forse la proposta su come gestire le emozioni vi sembrerà del tutto nuova, diversa, magari anche strana e assurda ma sappiate che si basa su numerosissime ricerche scientifiche che ne garantiscono la validità, fondatezza e affidabilità. Vi invito quindi ad avere un atteggiamento curioso e aperto e a provare a mettervi in gioco e forse scoprirete anche voi un nuovo modo di vivere e gestire le vostre emozioni.

A presto con un altro argomento e come sempre…..RESTATE CONNESSI!

Dr.ssa Pinton Michela

FORMAZIONE: IL MANUALE DEL TERAPEUTA ACT

E’ arrivato l’attestato della mia partecipazione al corso “Il manuale del terapeuta ACT”.

Il corso è stato davvero interessante e sicuramente vi parlerò nei miei prossimi post della terapia ACT perchè la trovo molto utile, sia per chi avesse bisogno di un percorso terapeutico, sia per coloro che semplicemente vorrebbero migliorare alcuni aspetti della loro vita interiore.Lo sguardo sui problemi/disturbi e la metodologia di questa terapia li trovo innovativi, utili ed efficaci. Ne sono rimasta molto colpita e sto continuando a studiare diversi manuali e ad approfondire l’argomento per poterla utilizzare poi con i pazienti.

A breve consiglierò anche qualche lettura introdutt iva e divulgativa in proposito così che possaite tutti farvi un’idea.

Nel frattempo…..RESTATE CONNESSI!!!

Dr.ssa Pinton Michela

BUONA PASQUA!

Il Centro di Psicoterapia Scaligero augura a tutti di trascorrere una Pasqua serena.

Speriamo che il meteo sia clemente e ci permetta di trascorrere del tempo all’aria aperta che fa tanto bene al corpo e alla mente. Diamo il via allora a passeggiate, biciclettate, escursioni, visite, pic nic e quantaltro con le famiglie o con gli amici. Insomma prendetevi, se potete, del tempo libero e passatelo come preferite ma in modo da ristorarvi e ci risentiamo presto.

AGGIORNAMENTO SUL BONUS PSICOLOGO

Ciao a tutti,

come molti già sapranno nell’ultimo Decreto Milleproroghe è stato inserito il bonus psicologo. In un post precedente, che potete andare a rileggere, avevo spiegato in cosa consiste.

In sintesi si tratta di un voucher del valore di 600 euro di validità annuale che può essere speso, da coloro che ne faranno richiesta, per accedere ad un percorso di psicoterapia presso psicoterapeuti privati regolarmente iscritti all’albo. Chiaramente la cifra stanziata non copre le spese di un intero percorso ma vuole essere un aiuto almeno in fase iniziale.

Il fatto è che molti mi chiedono quando e come potranno far richiesta del bonus.

Purtroppo bisogna aspettare il decreto attuativo perché entri in vigore e si parla di una data tra Aprile e Maggio. Dopodiché saranno anche spiegate dal Ministero competente quali saranno le modalità per far richiesta.

È stato anticipato che servirà un certifico del medico di base che attesti la necessità del paziente di iniziare un percorso di psicoterapia.

In attesa quindi di nuovi sviluppi e info più precise vi ricordo che l’equipe del Centro di Psicoterapia Scaligero si rende disponibile ad accettare pazienti che usufruiranno del bonus psicologo perciò RESTATE CONNESSI!

Dr.ssa Pinton Michela

LE TERAPIE DI TERZA GENERAZIONE

Ciao a tutti,

oggi vi vorrei parlare delle terapie di terza generazione e spiegare quali sono, in cosa consistono, a cosa servono e come vengono utilizzate.

DEFINIZIONE

Le terapie di terza generazione sono nuove forme di psicoterapia che si evolvono dalla terapia cognitiva standard. Alcune di queste sono: l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT, Hayes, 1999), la Dialectical Behavior Therapy (DBT; Linehan, 1993), la Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT; Segal, Williams, & Teasdale, 2001), la Metagognitive Therapy (MCT; Wells, 2000), la Compassion Focused Therapy (CFT; Gilbert 2007a, 2010).

SCOPO

Lo scopo di queste terapie è capire gli schemi di pensiero che mantengono attivate quelle emozioni che generano sofferenza con conseguenti sintomi e disagio psicologico. In sintesi, piuttosto che focalizzarsi sulla riduzione dei sintomi, questi interventi mirano a modificare i processi che mantengono gli stati psicologici presentati e la relazione dell’individuo con questi. L’obiettivo finale è aumentare la flessibilità psicologica, per diventare più consapevoli e aperti verso le nuove esperienze.

METODOLOGIA

Per costruire alternative mentali e comportamentali più ampie, flessibili ed efficaci le terapie di terza generazione si basano sull’uso di esercizi esperienziali o attentivi che favoriscano l’accettazione, e l’apertura all’esperienza. Le terapie di generazione sono più contestuali ed esperienziali rispetto alla terapia cognitiva standard, quindi sono meno teoriche. Le strategie di elezione per operare il cambiamento e implementare il benessere psicologico sono l’accettazione, lo spostamento dell’attenzione e la pratica della mindfulness.

EVIDENCE BASED MEDICINS

Tutte le terapie di terza generazione sono supportate da studi scientifici che ne attestano l’efficacia. Esistono numerosi studi di letteratura dai quali è possibile inferire i numerosi benefici che derivano dalla pratica di queste terapie.

Spero di essere stata abbastanza chiara ed esaustiva. In futuro vi parlerò più approfonditamente di ognuna di queste terapie. Nel frattempo RESTATE CONNESSI!

Dr.ssa Pinton Michela

WORK IN PROGRESS!

Ciao a tutti,

questo sabato pomeriggio condurrò un incontro a Verona con ragazzi tra i 17 e i 18 anni sul tema dell’ansia.

Gli argomenti che verranno trattati sono:

– le emozioni

– paura/ansia e le sue caratteristiche

– quando l’ansia diventa un problema

– che fare in caso di problemi o disturbi d’ansia

No panic non vuole essere una lezione frontale didattica ma un approfondimento del tema basato sull’interazione, sullo scambio di opinioni e conoscenze e su attività esperenziali.

Chiunque fosse interessato a proporre ed organizzare incontri divulgativi su questo o altri temi di psicologia può contattarci.

Nel mio prossimo post vi racconterò eventuali aspetti salienti che energeranno dall’incontro con i ragazzi. Restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela

IL BONUS PSICOLOGICO

Ciao a tutti, da giorni si è diffusa la notizia che è stato approvato il bonus psicologico.

Il bonus arriverà a 600 euro all’anno e potrebbe riguardare circa 18mila persone: sarà parametrato in base all’Isee, con il tetto massimo fissato a 50mila euro puntando a favorire i redditi più bassi. In tutto vengono stanziati ulteriori 20 milioni nel 2022, di cui metà per finanziare il bonus e l’altra metà per il reclutamento di professionisti per combattere il disagio mentale legato alle conseguenze del Covid.

Certo non è la soluzione ottimale, certo si potrebbe fare di più e meglio vista la diffusione di disagio psicologico a seguito della pandemia, ma è comunque un piccolo e temporaneo passo.

Di conseguenza invito tutti coloro che avessero necessità e si trovassero in condizioni economiche tali da non poter sostenere la spesa di un percorso di sostegno psicologico o terapeutico ad informarsi su come poter accedere a questa opportunità.

Nel malaugurato caso qualcuno non riuscisse ad accedere a tali fondi, ricordo comunque che esiste un’alternativa: la psicoterapia solidale. Se foste interessati a capire di cosa si tratta vi invito a contattarci per avere informazioni.

Non arrendetevi a cercare un aiuto e mi raccomando restate connessi!

Dr.ssa Pinton Michela