I 10 MITI PIU’ COMUNI SULLE EMOZIONI

Mito 3: “Se gli altri non approvano le mie emozioni significa non dovrei sentirmi come mi sento”.

Mito 4: “I giudici delle mie emozioni sono gli altri”.

Salve a tutti,

torniamo a parlare dei miti sulle emozioni e in particolare dei miti 3, “Se gli altri non approvano le mie emozioni significa non dovrei sentirmi come mi sento” e 4, “I giudici delle mie emozioni sono gli altri”.

Per analizzare l’attendibilità di questi miti vorrei richiamare alla memoria quanto detto nel precedente video sul mito n.2 in cui si parlava di giudicare le proprie emozioni.

Avevo spiegato che giudicare le proprie emozioni è un’operazione inutile e dannosa.

  • Inutile perché c’è sempre un motivo se proviamo una determinata emozione e tutte le emozioni hanno una funzione.
  • Dannosa perché attaccando le proprie emozioni si finisce con provarne altre come tristezza, rabbia, ansia, colpa, vergogna etc., aumentando un carico emotivo spiacevole.

Nei miti 3 e 4 inoltre sono gli altri a giudicare le nostre emozioni e vi pongo una domanda: “Perché permettiamo alle altre persone di giudicare le nostre emozioni?”

Per quanto ci possano conoscere bene, gli altri non potranno mai sentire quello sentiamo noi né essere nella nostra mente e pensare esattamente le stesse cose.

Certo potranno cercare di ascoltarci, capirci, essere empatici e condividere ma non potranno mai sostituirsi a noi stessi.

“E perché poi le altre persone dovrebbero arrogarsi il diritto di giudicare come ci sentiamo? Se abbiamo imparato a non farlo noi stessi perché permetterlo ad altri?”

Credo che anche in questo caso come nel mito n.2 la chiave di lettura corretta sia l’accettazione, sia da parte nostra che da parte degli altri.

Quindi se incontriamo persone che tendono a giudicare le nostre emozioni, invitiamoli ad essere più empatici e ad accettare le nostre emozioni.

Per oggi è tutto. Ci vediamo la prossima settimana con un nuovo video sul mito n.5: “Alcune emozioni sono distruttive”.

E come sempre…..restate connessi!!!

Dr.ssa Michela Pinton

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