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Centro di Psicoterapia Scaligero

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10 PREGIUDIZI SULLO PSICOLOGO

Pubblicato il Aprile 7, 2026 da michela pinton
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Pregiudizio 5: “Nessuno può capire il mio dolore!”

Salve a tutti, continuiamo a sfatare pregiudizi sullo psicologo. Oggi ci concentriamo sul pregiudizio n. 5: “Nessuno può capire il mio dolore!”

Sarebbe utile capire quali sono i motivi che portano ad una simile convinzione. Forse chi la pensa così non ha trovato qualcuno veramente capace di ascoltare ed aiutare o forse crede di avere un problema troppo grande o irrisolvibile. A volte le persone credono che solo chi ha avuto esperienza diretta di un certo problema o patologia sappia come affrontarlo. Ma se ciò fosse vero, facendo un parallelo con la professione medica, un dottore dovrebbe aver provato tutte le malattie esistenti per poterle curare? Capirete che non è possibile.

Credo che alla base di tale convinzione ci sia un problema di fiducia dovuto forse alla scarsa informazione sul ruolo dello psicologo. Se questo è il problema, al giorno d’oggi è facilmente risolvibile:

  1. cercate di reperire informazioni sul ruolo dello psicologo in generale e sullo specifico professionista al quale vi volete rivolgere. Con i vari mezzi di oggi ciò risulta abbastanza facile;
  2. provate a fidarvi e affidarvi come si fareste con qualsiasi altro professionista, medico, avvocato…

Potete informarvi bene sulla formazione, l’esperienza, l’orientamento teorico dello psicologo a cui vi rivolgete e quando lo conoscete di persona, potete osservare con attenzione le sue capacità di ascolto, di empatia, di analisi e condivisione del problema, di aiuto e supporto. Se la prima impressione risulta positiva mettete da parte il pregiudizio e provate a mettervi in gioco. Solo dando fiducia si potrà costruire una relazione terapeutica efficace.

Finchè resterete trincerati dietro le vostre convinzioni non permetterete a nessuno, neanche alla persona più volenterosa, di avvicinarsi e aiutarvi.

Per oggi mi fermo qui ma nel prossimo video vi parlerò del pregiudizio n.6: “E’ impossibile risolvere problemi concreti solo parlando!”

A presto e come sempre….restate connessi!!!

Dr.ssa Michela Pinton

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10 PREGIUDIZI SULLO PSICOLOGO

Pubblicato il Marzo 11, 2026 da michela pinton
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Pregiudizio 2: “Lo psicologo è per i deboli!”

Salve a tutti,

come anticipato nel mio precedente post oggi sfatiamo un altro pregiudizio sugli psicologi: “lo psicologo è per i deboli!”. Cosa si cela dietro questa credenza?

E’ sicuramente vero che nella vita si può imparare a risolvere i problemi da soli, con le proprie capacità e con i propri mezzi. E’ altrettanto vero che quando non siamo in grado di far da soli possiamo chiedere aiuto a chi ci sta vicino o a chi è più esperto di noi.

Se per un problema di natura medica siamo disposti ad accettare l’aiuto di un esperto perché per un problema di natura psicologica non lo facciamo?

Credo che ciò avvenga perché subentrano delle credenze. Per esempio alcune persone credono che i problemi psicologici non siano dei veri problemi oppure che siano meno gravi e importanti di altri o che siano più facili da risolvere. Di conseguenza tutto si può risolvere solo con le proprie forze. Se non ci si riesce, significa che non ci si è impegnati abbastanza o non si è avuta sufficiente forza di volontà. Ecco che arriva quindi l’idea di debolezza o inadeguatezza.

In realtà questo pregiudizio è sbagliato perché non si tiene conto del fatto che, come non si hanno conoscenze approfondite e competenze in campo medico per auto curarsi in caso di malattia, così accade anche in campo psicologico. Serve conoscere la struttura e il funzionamento della nostra mente, la psicopatologia, teorie e tecniche di intervento per poter trattare problemi e disturbi mentali. Tentando soluzioni fai da te, che non siano basate su queste conoscenze, si rischia solo di perdere tempo prezioso e di mantenere o addirittura aggravare il problema o il disturbo. Il tempo in questo caso non è curativo anzi, aumenta solo la sofferenza perché si resta impigliati in un circolo vizioso da cui non si riesce ad uscire.

Penso quindi che chi crede in questo secondo pregiudizio abbia bisogno di lavorare sulle proprie credenze disfunzionali e comprendere che non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto per un problema psicologico.

Per oggi mi fermo qui ma nel mio prossimo video vi parlerò del pregiudizio n.3: “Lo psicologo potrebbe manipolare la mente!”

A presto e restate connessi!!!

Dr.ssa Michela Pinton

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CHI È LO PSICOLOGO E COSA FA?

Pubblicato il Gennaio 30, 2026 da michela pinton
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Salve a tutti, in questo video e nei prossimi cercherò di fare chiarezza sui ruoli delle diverse figure professionali che ruotano intorno alla medicina e alla psicologia: lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra. Queste informazioni possono essere utili per sapere a chi rivolgersi se si soffre di ansia o non solo.

Secondo una “Indagine di mercato sulla psicologia professionale in Italia” del 2015 lo psicologo è stato definito come un professionista privato, “specialista della mente” con un lungo background formativo, al quale ci si rivolge per risolvere un problema di natura emotivo-mentale.

Lo psicologo viene inoltre considerato più affidabile, preparato, professionale ed efficace rispetto ad altre figure professionali che operano nello stesso settore.

Arriviamo quindi alla definizione corretta di psicologo: è un professionista che ha conseguito una laurea quinquennale in psicologia, ha svolto un tirocinio, è stato abilitato alla professione ed è iscritto all’albo degli psicologi. Si occupa di promuovere il benessere psicologico, di prevenire disagi, di effettuare valutazioni psicologiche e diagnosi, di fornire supporto, di abilitazione e riabilitazione, di consulenza e formazione. Rivolge il suo servizio a individui, coppie, famiglie, gruppi e organizzazioni.

Mi preme quindi sottolineare che lo psicologo non si occupa solo di problemi o disturbi mentali ma può, anzi deve essere promotore di benessere e salute mentale. È bene sapere che ci si può rivolgere ad uno psicologo anche solo per migliorare e crescere da un punto di vista emotivo, relazionale e cognitivo, per migliorare la qualità della propria vita e/o aumentare la consapevolezza di sé stessi o favorire la propria trasformazione.

Spero di aver spiegato in modo chiaro il ruolo dello psicologo. Nel prossimo video vi parlerò del ruolo dello psicoterapeuta e in cosa differisce dallo psicologo. A presto …. e restate connessi!!!

Dr.ssa Michela Pinton

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I 6 e + motivi per cui gli adolescenti non accedono ai servizi a loro dedicati. (Parte 2)

Pubblicato il Gennaio 14, 2019 da michela pinton
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adolescenti

Nell’ambito del Convegno “I giovani e i disagi della sessualità” di qualche mese fa, un medico di base ha elencato le difficoltà che incontra quotidianamente nel tentare di occuparsi della fascia di età adolescenziale e mi sono resa conto che sono circa le stesse difficoltà che incontro io come psicoterapeuta.

Nel mio post precedente ho elencato i motivi per cui difficilmente un adolescente accede ai servizi a lui dedicati. Oggi proverò a dare qualche informazione e qualche spunto di riflessione nel tentativo di abbattere qualcuno di quegli ostacoli di cui sopra.

Mi rivolgo proprio a te ragazzo o ragazza, nella speranza che riuscirai a leggermi:

  1. ricordati che puoi chiedere un colloquio privato con un medico o con uno psicologo/psicoterapeuta, senza la presenza dei tuoi genitori. I tuoi genitori devono essere informati della tua scelta ma non dei contenuti del colloquio. Hai diritto come gli adulti ad essere tutelato per la tua privacy e ad essere informato sullo stato della tua salute. Questa garanzia ti dovrebbe consentire di aprirti e parlare liberamente di tutto ciò che ti interessa o ti preoccupa;
  2. è vero che puoi avere difficoltà a raggiungere il mio studio, specie se abiti lontano e se i tuoi genitori non sono sempre disponibili ad accompagnarti ma possiamo trovare insieme il momento migliore per vederci ed usare i mezzi pubblici, la bici o il motorino può essere un’occasione per crescere in autonomia e indipendenza;
  3. tu sei un ragazzo/a e io un’adulta e quindi potremmo avere gusti e modi di pensare diversi ma credo che dal confronto possa sempre nascere qualcosa di buono e che si possa imparare gli uni dagli altri, l’importante è tenere aperta la nostra mente. Io cercherò di farlo sempre con te, così come cerco sempre di tenermi aggiornata sugli interessi e sulle mode del momento di voi ragazzi;
  4. cercherò anche di parlare la tua lingua, di farmi comprendere da te, evitando termini tecnici ma se mi sfuggisse qualcosa puoi sempre segnalarmelo e chiedermi una spiegazione. Sarò sempre disponibile a spiegarmi meglio;
  5. lo so che alla tua età la vita corre ai 100 all’ora e vorresti risolvere qualunque tuo problema in pochissimo tempo, magari in una sola seduta. Credimi che vorrei poterlo fare ma non ho la bacchetta magica e non leggo nel pensiero. Io cercherò di fare il meglio che posso con gli strumenti che ho ma sarà molto utile il tuo aiuto. Più riusciremo a parlare, a comprenderci e a lavorare in sinergia, prima troveremo una soluzione. La tua collaborazione è quindi fondamentale;
  6. i costi dei colloqui con me non sono a carico tuo ma dei tuoi genitori e quindi entrambi dipendiamo dalle loro possibilità e disponibilità. Ciò significa che entrambi dovremmo impegnarci per sfruttare al meglio le risorse e il tempo che abbiamo a disposizione e in caso di particolari problemi economici sono sempre disponibile a cercare un punto d’incontro;
  7. se posso convenire con te che un colloquio con uno psicologo può indicare la presenza di un problema, questo non significa che si tratti necessariamente di qualcosa di grave. Ho bisogno di vederti e di parlare con te per capire se un problema esiste davvero o è solo un fase di passaggio un po’ complicata. E se un problema c’è, è importante capire che significato gli dai tu. Non è che forse lo ingigantisci un po’ questo problema? Non è che hai solo paura di essere giudicato? E se il giudizio fosse solo nella tua testa? Se credessi tu stesso di avere un grave problema, qualcosa che non si può risolvere e ne avessi così tanta paura da negarlo e rifiutare di parlarne nell’illusione che scompaia da solo?

Chiudo questo post lasciandoti riflettere su queste ultime domande e se tu o chi ti sta vicino volesse chiedermi qualcosa, sappi che lo puoi fare sia in privato che scrivendo su questa pagina. Cercherò di rispondere nel più breve tempo possibile. Aggiungo solo un’ultima considerazione. Se pensi di chiedere aiuto agli amici, prima di tutto affida le tue preoccupazioni solo ai veri amici e poi ricordati che gli amici che hai probabilmente sono ragazzi della tua età o giù di lì, che possono ascoltarti, starti vicino e a loro modo sostenerti, ma che possono anche non sapere come aiutarti nel modo migliore perché non hanno le conoscenze e l’esperienza che ha un professionista. Quindi se pensi di avere un problema ed entro un certo tempo da solo o con gli amici non ne vieni fuori prova a pensare ad un’alternativa. Le persone che possono darti una mano ci sono. Io sono qua!

 

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I 6 e + motivi per cui gli adolescenti non accedono ai servizi a loro dedicati. (Parte 1)

Pubblicato il Gennaio 9, 2019 da michela pinton
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adolescenti

Nell’ambito del Convegno “I giovani e i disagi della sessualità” di qualche mese fa, un medico di base ha elencato le difficoltà che incontra quotidianamente nel tentare di occuparsi della fascia di età adolescenziale e mi sono resa conto che sono circa le stesse difficoltà che incontro io come psicoterapeuta.

I problemi di salute degli adolescenti che possono richiedere l’intervento sia di medici che degli psicoterapeuti sono i più diversi perché si spazia dai problemi d’ansia, alla depressione (in alcuni casi con rischio suicidario), ai disturbi alimentari, all’assunzione e abuso di sostanze come alcol, fumo e droghe, a fenomeni come la dipendenza da internet, la dipendenza dal gioco d’azzardo, il bullismo e molti altri problemi ancora. Insomma i rischi che corre un adolescente sono molti, soprattutto se cade in uno di questi problemi e non riesce ad accedere ad interventi e cure adeguate.

I motivi per cui gli adolescenti accedono con fatica ai servizi a loro dedicati sono diversi:

  1. non credono di essere tutelati dal punto di vista della privacy perché vengono accompagnati dai genitori e non si sentono quindi liberi di comunicare tutto ciò che li riguarda;
  2. hanno spesso difficoltà logistiche per poter arrivare da soli nello studio del professionista;
  3. esiste un gap generazionale tra adolescente e professionista che può essere vissuto come un ostacolo ad una reale comprensione scevra dal giudizio;
  4. a volte i professionisti tendono ad usare un linguaggio tecnico, poco comprensibile e distante dal linguaggio degli adolescenti;
  5. cercano le informazioni sui loro problemi nella rete;
  6. hanno difficoltà a mantenere nel tempo un eventuale percorso terapeutico.

Come psicoterapeuta, a questo elenco di difficoltà, posso aggiungere anche il problema economico, visto che gli adolescenti dipendono ancora economicamente dai genitori e, ancora una volta, i pregiudizi. Spesso mi capita di essere contattata da genitori e/o insegnanti che rilevano un problema nel proprio figlio o alunno adolescente, il quale però si rifiuta categoricamente di incontrarmi e parlare con me. Spesso si comportano in questo modo perché sono convinti di non avere un problema e il solo fatto di accedere al mio studio significherebbe il contrario. In altri casi, magari concordano sul fatto di avere qualche problema ma sono convinti di potersela cavare da soli o con l’aiuto degli amici.

Potete constatare da soli che gli ostacoli nel trattare gli adolescenti sono tanti e difficili da superare, anche se questa fascia d’età forse è quella che corre maggiori rischi e ha maggior bisogno di aiuto. Per questo motivo, nel mio prossimo post proverò a dare qualche informazione e qualche spunto di riflessione nel tentativo di abbattere qualcuno di quegli ostacoli di cui sopra.

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