CHI È LO PSICOTERAPUTA E COSA FA?

Salve a tutti, in questo video e nei prossimi cercherò di fare chiarezza sui ruoli delle diverse figure professionali che ruotano intorno alla medicina e alla psicologia: lo psicologo, lo psicoterapeuta e lo psichiatra. Oggi vi parlerò dello psicoterapeuta e delle differenze con lo psicologo.

La definizione ufficiale di psicoterapeuta è la seguente: è un professionista sanitario (psicologo o medico) che ha conseguito una laurea quinquennale in medicina o psicologia, ha svolto un tirocinio, è stato abilitato alla professione medica o psicologica, è iscritto all’albo dei medici o degli psicologi, ha conseguito un’ulteriore specializzazione quadriennale in psicoterapia presso una scuola riconosciuta dal MIUR ed è abilitato alla psicoterapia con un’ulteriore iscrizione al proprio albo professionale.

Si occupa in particolare di diagnosi e cura di disturbi psicopatologici, disagi emotivi e relazionali. L’obiettivo è favorire il cambiamento attraverso la remissione dei sintomi, la risoluzione dei problemi e lo sviluppo del benessere personale.

Utilizza diversi approcci terapeutici secondo la propria formazione, ad esempio cognitivo-comportamentale e diverse tecniche come il colloquio clinico.

Rivolge i suoi servizi a individui, coppie, famiglie, gruppi e comunità e può esercitare la sua professione presso studi privati, ASL, ospedali o centri clinici convenzionati.

Se vi ricordate il mio post precedente sul ruolo dello psicologo vi sarete resi conto delle differenze che ci sono con lo psicoterapeuta. Quest’ultimo infatti ha conseguito una formazione molto più lunga e specialistica che gli premette di trattare la psicopatologia e i diversi disturbi mentali come disturbi d’ansia, depressione, disturbi psicotici, disturbi di personalità e così via. Lo psicologo invece si occupa di prevenzione, diagnosi e sostegno, ma non di psicoterapia.

Spero di avervi dato delle informazioni chiare ed esaustive sul ruolo dello psicoterapeuta. Nel mio prossimo post vi parlerò dello psichiatra. A presto allora e restate connessi!!!

Dr.ssa Michela Pinton

Nuovo attestato.

Ecco l’ultimo attestato per aver partecipato al corso di formazione “Presentazione del modello cognitivo del DOC” con il prof. Francesco Mancini. Prossima tappa domani con il webinar del dott. Melli e a novembre il workshop “Clinica della mente ossessiva in età evolutiva”. Restate connessi!!!

Dr.ssa Pinton Michela

L’IMPORTANZA DI CAPIRE COME FUNZIONA LA MENTE DEL PAZIENTE.

Ciao a tutti, in questo articolo vorrei parlarvi di un grande insegnamento che ho ricevuto su come svolgere il mio lavoro, che può diventare un piccolo aiuto per chi si trova in difficoltà e volesse rivolgersi ad uno psicoterapeuta.

Venerdì scorso ho partecipato al workshop introduttivo del ciclo “Clinica della mente ossessiva”, condotto dal Prof. Francesco Mancini.

Non voglio entrare nello specifico del corso per non annoiare, con argomenti troppo tecnici, chi avrà voglia di leggere questo post ma racconto che lo scopo principale della giornata è stato comprendere lo schema di funzionamento della mente di un paziente con disturbo ossessivo compulsivo (DOC).

Per chi non lo conoscesse il prof. Mancini, è uno dei massimi esperti del DOC e, nonostante lo conosca da anni, ho sempre qualcosa da imparare da lui. C’è un concetto in particolare, che ha espresso venerdì, che vorrei trasmettere al pubblico e anche se non ricordo precisamente le parole diceva questo: “Insisto così tanto sul fatto che riusciate a comprendere la mente del paziente perché se non ci riuscite, anche se conoscete le strategie e le tecniche d’intervento migliori del mondo, non saprete applicarle”.

In sostanza quello che ci voleva far capire è che per diventare dei bravi psicoterapeuti non basta conoscere le tecniche più efficaci e innovative, prima di tutto è fondamentale conoscere a fondo chi ci sta di fronte: cosa pensa, come si sente, come si comporta, che scopi ha, che bisogni ha e così via. Conoscere tutti questi aspetti e saperli organizzare secondo un senso logico significa comprendere davvero la mente di qualcuno.

Da quando ho intrapreso la mia carriera professionale applico con convinzione questo insegnamento e cerco di trasmetterlo agli psicologi e specializzandi più giovani perché capire veramente le persone è il primo passo per poterle aiutare ma ora giro questo discorso a chi sta dall’altra parte e cerca un aiuto in campo psicologico.

Premesso che ci si rivolga sempre e solo ad un professionista che possieda una laurea, un’abilitazione alla professione e una specializzazione, un altro aspetto importante da considerare è trovare qualcuno che sia veramente capace di accogliervi, capire cosa vi succede e di spiegarlo con chiari e semplici parole. Se in questa fase vi sentirete riconosciuti e potrete dire a voi stessi “finalmente qualcuno che sa come mi sento, cosa penso e perché”, allora è possibile che abbiate trovato il terapeuta giusto per voi. Se vi sentirete davvero compresi è probabile che sarete anche più disposti ad affidarvi alle sue cure. Quindi vi invito a tener presente questa piccola regoletta qualora aveste bisogno di un aiuto.

Per oggi è tutto ma vi rimando al mio prossimo articolo sul corso di formazione a cui parteciperò questo weekend, dal titolo “Il ritiro sociale in adolescenza”, altro argomento di cui mi occupo da tempo e di assoluta attualità. Mi raccomando allora……restate connessi!

Commento alla lezione sul Disturbo Bipolare.

lezione nisi dist. bipolare

Domenica sono stata invitata ad assistere ad una lezione dul Disturbo Bipolare nella mia vecchia scuola di specializazione. Ringrazio Antonio per questo invito. E’ stata una esperienza interessante sotto diversi punti di vista.
Per prima cosa ho apprezzato molto l’approfondimento del disturbo bipolare in età evolutiva. Condivido l’idea che in Italia questa diagnosi sia ancora molto trascurata, forse per timore, forse perchè se ne sa ancora troppo poco. E’ importante quindi insistere sulla ricerca perchè una diagnosi sbagliata e, di conseguenza un trattamento sbagliato, può portare a conseguenze negative, talvolta gravi per i piccoli pazienti.
In secondo luogo ho potuto rivivere e ricordare esperienze passate: un periodo formativo lungo, intenso e molto coinvolgente come quello degli anni di specializzazione. La fatica di passare i week end a scuola non era nulla in confronto a tutto quello che ho imparato e alle persone brave e preparate che ho conosciuto. Persone che sono state molto importanti per la mia crescita non solo professionale. Qualcuno è rimasto, di altri non ho più notizie ma la mia mente è corsa a tutti loro indistintamente e virtualmente li abbraccio tutti.
A presto con un nuovo post!